Vecchi siti web: quando è sufficiente un ritocchino o serve reinventarsi?

 

A volte non basta un ritocchino. 

Molte aziende che per anni hanno vissuto di rendita sulla reputazione del loro brand o sul fatto di essere stati i primi ad avere un sito, oggi devono correre decisamente ai ripari.

 

Lo dice il mercato, lo conferma la User Experience ma sopratutto lo urlano a gran voce gli algoritmi di mamma G.

Ma a quali siti ci stiamo riferendo?

 

In molti casi è sufficiente guardarli. Sono siti che chiaramente non corrispondono minimamente alle regole di User Interface richieste dai parametri di navigazione a cui oggi siamo abituati.

 

Stiamo parlando, innanzitutto, di tutti i siti che sono stati costruiti prima dell'avvento massivo degli smarthpone, Quindi sono chiaramente impreparati all'adattabilità dei diversi device e non rispondono in alcun modo alle regole di performance web richieste.

 

Già questo aspetto potrebbe bastare ma c'è dell'altro. Considerando anche che molti siti, anche più recenti, hanno ancora il problema dell'adattabilità responsive.

 

Esatto, altro parametro da considerare è il tempo. Non stiamo banalizzando al "più è vecchio, maggiormente è superato".

 

E' una questione oggettiva, legata a:

- Strumenti di creazione del sito

- Regole di progettazione (algoritmi)

- Cultura Web degli utenti

 

 

Strumenti di Creazione - Dalle gif ai template in CMS

 

Internet ha avuto una forte esplosione nel 1996. Da quel momento in poi sono state prodotte le prime pagine web con codici Frontpage e primi linguaggi di programmazione molto basici. I siti erano costruiti secondo le logiche del "vecchio internet". Era l'utente ad adeguarsi. Imparava cosa fosse un sito ed entrava nella logica di esplorazione dello stesso.

 

Con il tempo, le cose sono cambiate. L'utente ha cominciato a governare la sua esperienza sul web. Nasce Google, la quale si impone presto come il prolungamento esplorativo delle nostre sinapsi, in termini di ricerca e risultato. 

Nato già nel 1997 ma reso ancora più performante solo nel 2012, il mondo dei Web Designer vede l'ascesa di Dreamweaver. Il primo CMS che integra e facilita linguaggi di programmazione HTML, PHP e fogli di stile CSS. I siti cominciano ad essere graficamente più accattivanti, migliorano la navigabilità e si animano con maggiore impatto comunicativo. Senza dimenticare che iniziano ad adeguarsi i primi comandi di adattabilità mobile.

 

Il 2005 conferma la strada intrapresa con l'imponente entrata nel mercato di Wordpress. Piattaforma di siti dinamici che permette la gestione totale e indicizzata di contenuti Blog e pagine singole.

 

 

 

Regole di progettazione - Nasce la SEO

 

Al passo con gli strumenti nasce la nuova logica di lettura del comportamento umano sul WEB, ovvero LA SEMANTICA. Il marketing si sposta sul web e il business legge l'esigenza di eleggere nuovi parametri di lettura del mercato e nuovi soggetti di analisi: la SEO e gli utenti che generano traffico.

 

Nascono Google Panda e Google Penguin, gli algoritmi che definiscono i parametri di penalizzazione e posizionamento sul web e si definiscono nuove regole di creazione dei siti, già in termini di progettazione, disegno e programmazione.

 

Per facilitare tutto questo, si assiste all'avvento dei template, frame e componenti grafiche di sussistenza.

 

 

 

Cultura del Web - Gli utenti comandano

 

 

L'avvento degli smartphone e dei device di ogni genere, non è altro che la risposta complementare a quanto sopra descritto. Cambia totalmente la cultura del web. La connettività diviene uno standard e i servizi di quotidiano utilizzo sono ormai a portata di mano, anzi di pollice e indice.

 

Il business si sposta sul protocollo di un dominio e la brand visibility si dirotta verso la visibilità online.

 

Dopo questo velocissimo riassunto temporale sull'evoluzione del mondo web negli ultimi 20 anni, è quindi facile capire che essere stati i primi ad avere un sito può essere più penalizzante che referenziale.

E' infatti importante aver eseguito una innovazione continua della propria presenza sul web, in proporzione a un mondo che è cambiato in modo esponenziale.

 

Essere convinti di non dover restare al passo non è questione di visione digital o meno ma una inconsapevolezza molto rischiosa.

Un sito creato dal 1993 al 1999 è sicuramente un sito che va rivisto e in molti casi totalmente rifatto. Non basta un ritocchino o un adattamento, visto che probabilmente è costruito in un linguaggio oramai troppo obsoleto. 

 

Nel tempo delle Tesla, non è consentito andare in giro con una Ritmo. Tanto vale andare a piedi.

La migliore scelta sul web è conoscerne le regole di presenza, altrimenti conviene non esserci fino a che non si è davvero pronti per rilanciare il proprio brand online.

 

 

www.ferdinandodagostino.com

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