Voice Search: Jarvis non conosce ancora cosa sia la SEO

 

Oramai è una domanda che si pongono in molti. La nuova funzione Voice Search legge ed è condizionata da metriche SEO?

 

La risposta è: "forse sì, forse no...praticamente per niente".

 

Magari non è il caso di essere così crudeli. Sicuramente, ad oggi, non esistono algoritmi o parametri di codice definito, che aiutino i risultati di ricerca vocali.

 

Google non è ancora entrato sull'argomento, con l'autorità che molti si aspettavano.

 

La funzione Voice Search sta già accendendo l'immaginario dei più entusiasti di quello che sembra diventare a breve un nuovo standard.

Esatto. Il prossimo stadio evolutivo della User Experience, in termini di interazione digitale con il mondo della rete, sarà proprio quello di poter pronunciare una domanda come stessimo parlando ad un assistente personale. Il tutto con la normalità di chi si aspetta la risposta migliore ed efficiente.

 

Niente di diverso da quello che molti, già oggi, utilizzano con il proprio smartphone di nuova generazione. Che sia Cortana o Siri, chi utilizza lo strumento ha la percezione di avere a che fare con l'assistente personale di Tony Starks.

 

Il problema è che la tecnologia è ancora neonata. Infatti, quello che noi vorremmo fosse il nuovo Jarvis della nostra vita, risponde per ora a comandi ben definiti di un dispositivo o permette la più vicina semantica su ricerca diretta, di prime righe di contenuto sulle pagine web.

 

 

Non concepisce e non applica nessuna semiotica. Non è in grado di leggere alcuna impostazione SEO o riga di comando META TAG, inserita nel nostro sito.

 

Quindi la risposta è: per ora no. A tutti quelli che stanno tempestando forum SEO per cercare codici da inserire nelle strutture di pagina, al fine di "farsi trovare" dall'assistente vocale, l'unica speranza è avere un sito ben ottimizzato per fare in modo che il proprio contenuto sia fruibile al primo ritrovamento.

 

La generica dei risultati e della ricerca non forniscono ancora alcun punto di riferimento sull'utilizzo dello strumento da parte dell'utente. Quindi nessun tool è ancora stato creato per rispondere  a un' esigenza chiara.

 

Esatto. La User Experience ancora comanda. 

 

I dati sono  insufficiente e non è per ora chiaro come l'utente utilizzerà il voice search nella sua vita quotidiana.

 

Bisogna aspettare e definire prima uno standard. Solo allora, forse, cominceremo ad avere dei punti di riferimento e magari, nuovi algoritmi che aiuteranno i gestori di contenuti ad adattare un Pagerank anche per l'orecchio del nostro personale Jarvis.

 

La strada è ancora lunga e sulla corsia parallela si affianca tutta la tecnologia della Internet of Things.

 

Il futuro è ricco di innovazione e sorprese. I professionisti della rete e del web avranno molto di cui aggiornarsi.

 

Noi tutti, in quanto utenti, dobbiamo solo restare pronti ad accogliere nuovi standard tecnologici. Sognando, intanto, di essere un nuovo Iron Man, capace di disegnare la propria vita con l'aiuto di un assistente virtuale. 

 

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