HTTP e HTTPS: Quali differenze e quanta importanza ha il cambio?

 

 

Essere o non essere?

 

HTTP e HTTPS. Quanta importanza ha la scelta del protocollo?

 

Cominciamo a dare una giusta definizione ad entrambi, o almeno proviamoci nel modo più semplice possibile.

Le due varianti del protocollo di navigazione del dominio, hanno il compito di trasferire le pagine web di internet su livelli di navigazione differenti, esemplificando i controlli di permission e sicurezza dei diversi browser con i quali l’utente naviga.

Che l’esplorazione dei motori di ricerca o l’apertura dei siti avvenga con Firefox, Safari, Chrome o Internet Explorer, non ha molta importanza.

 

Quindi vediamo di sfatare subito un finto mito con il quale viene professato quanto sia sufficiente cambiare browser per certificare la sicurezza di un sito o meno. Assolutamente NO!

 

Quali sono, quindi, le differente tra http e HTTPS?

 

Nei siti con indirizzo HTTP, qualsiasi comunicazione tra applicativo di risposta, dispositivo, temp e utente, avviene in una modalità che possiamo definire “in chiaro”. Diciamo che non ci sono particolari processi di controllo, di conseguenza nemmeno particolari protocolli di sicurezza del sito sul quale stiamo atterrando.

 

Al contrario, l’HTTPS reindirizza a un canale di comunicazione dedicato e criptato,  dove lo scambio mirato di certificati di sicurezza hanno il chiaro compito di identificare le parti coinvolte nella navigazione, proteggendone riservatezza e dati.

 

Fino a poco tempo fa, l’HTTPS veniva utilizzato nella creazione di tutti quei siti che contemplavano opzioni complesse in quanto a gestione della privacy, come ad esempio: acquisti online, transazioni con carta di credito, lettura o ricezione di messaggistica.

Ora le cose sono cambiate! Infatti, anche tutte le altre tipologie di siti sono invitati a migrare sull’HTTPS.

 

 

 

 

Il motivo del cambio da HTTP a HTTPS?

 

Molto semplice.

 

La navigazione è diventata sempre più libera e di conseguenza più incontrollata. L’avvento e l’utilizzo dei device mobile, mette continuamente a rischio la salute dei protocolli di sicurezza dei siti che visitiamo e di noi che esploriamo le loro informazioni.

Al fine di proteggere i siti da incursioni malware e noi utenti dalla mancata protezione dei nostri dati di privacy, la rivoluzione non poteva che vedere questo passaggio obbligatorio.

 

E’ infatti risaputo, che sempre più siti richiedono registrazioni, immissione di dati sensibili, iscrizioni, servizi di applicazioni mobile per prenotazioni o altro. Quindi, maggiore è la quantità di dati sensibili che inseriamo nell’etere e maggiori devono essere i certificati di sicurezza da scambiare.

 

 

 

E la SEO?

 

Possiamo dire che parte della rivoluzione sia stata proprio voluta dallo spider di Google. I nuovi algoritmi di Google usciti il 23 Febbraio 2017, dichiarano per l’appunto che la serp garantisce una migliore indicizzazione dei siti in HTTPS.

 

Non è più il momento di aspettare. Migrate il vostro sito alla migliore certificazione di sicurezza. Anche la vostra strategia SEO ne risentirà positivamente.

 

 

 

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